La media è di 7-8 ore, ma c’è chi sta bene con 5-6 e chi non può stare sotto le 9-10 – spiega Nobili . I parametri del sonno sono scritti nei nostri geni, dunque individuali. Come la differenza tra “gufi” e “allodole”: chi, per istinto e benessere, non andrebbe mai a letto la sera e chi invece “canta come un’allodola” dal primo mattino». Il neurologo del Niguarda prosegue: «Si sa ora che veglia e sonno possono non annullarsi a vicenda. Se c’è deprivazione del sonno, possiamo averli in contemporanea. Questi due stadi insieme spiegano  il sonnambulismo, le cosiddette “allucinazioni ipnagogiche” di quando stiamo per addormentarci e certe forme di “insonnia paradossa” quando le persone dicono di “non riuscire a chiudere occhio” e, invece, sottoposte a esami, risultano dormire normalmente. A loro manca la percezione del sonno.